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Itinerari di Pesca - Il Cevetta
Altro torrente degno di nota è il Cevetta che definirei un torrente selvatico e troppo poco considerato dai pescatori malgrado le numerose semine a cui è soggetto da parte della Società di Pesca di Ceva e della F.I.P.S.A.S. di Cuneo. Tale caratteristica è dovuta al fatto che per la modesta portata idrica, la limpidezza delle acque, il fondo melmoso e poco profondo, ma chiaro essendo ricco di tufo sgretolato e di zone sabbiose, le sponde sovente delimitate da canneti che ne impediscono una corretta azione di pesca, il suo snodarsi in mezzo ad un zona molto franosa, corrispondente ad ogni ansa, e difficilmente raggiungibile lo rendono un torrente isolato, pericoloso e difficile da pescare, ma la tempo stesso stimolante e ricco di trotelle ruspanti.

Durante una normale battuta di pesca è facile imbattersi in uno stormo di germani reali, mamma anatra con i suoi anatroccoli, tutti rigorosamente in fila, in un airone in mezzo ad un canneto o con le lunghe zampe in acqua in cerca di cibo, in un falco che vola alto in cerca di una preda, in un variopinto picchio reale che "martella" il tronco di un albero e che con il suo puntellare spezza il silenzio della vallata, in una volpe rossa attentissima al tuo troppo avvicinarti, ma purtroppo si può incrociare anche un cinghiale o incontrare una biscia dal collare o un biacco, altro serpente più "cattivo" rispetto al primo, ma non velenoso come la vipera.

Insomma essendo una zona poco abitata la fauna è più tranquilla e numerosa e gli incontri sopra descritti, di conseguenza, sono più frequenti. Per le battute di pesca che in questo caso non prevedono la pesca a mosca, vista l'altezza delle sponde del torrente e la ricca vegetazione, consiglierei un terminale dello 0,10 massimo dello 0,16 ed un'attenzione maniacale a non far rumori, a non camminare in acqua, a muoversi lentamente senza fare gesti bruschi e a non farsi vedere dall'eventuale preda sporgendosi troppo; per i posti privi di vegetazione è consigliabile lanciare l'esca in ginocchio e da notevole distanza sfruttando al massimo la canna lunga se si pesca al tocco. Per la pesca a spinning valgono le stesse regole, ma è importante, anzi, fondamentale non sbagliare il primo lancio cercando di richiamare l'artificiale subito, non appena sfiora la superficie dell'acqua, questo al fine di limitare al massimo il tonfo dell'esca in acqua che, come sapete, provoca una vibrazione percepibile alla trota grazie alla sua linea laterale. Per il Tanaro è ammessa una correzione del tragitto del cucchiaino sfruttando la corrente in caso di lancio sbagliato, nel Cevetta no visto la sua limitatissima corrente e larghezza.
Per la colorazione del cucchiaino si può dire che varia in base al fondo del torrente, alla limpidezza dell'acqua, alla luminosità del cielo e al tipo di trota che si vuole insidiare: se selvatica o proveniente da allevamento ed immessa con semine, ma utilizzando un vibrax argentato, variamente puntinato, difficilmente si sbaglia.
