
Questa stupenda riserva di pesca, lunga 4,5 chilometri, è situata a circa 30 chilometri da Cuneo, in Valle Gesso, ramo della Valletta, e si estende dal ponte del Ciriegia (m.1185) fino al ponte di accesso alle Terme di Valdieri (m.1368).
Da Cuneo, per raggiungerla, si deve prendere la statale n.20 in direzione di Borgo San Dalmazzo (l’antica Pedo o Pedona romana e medioevale), proseguire verso la Valle Gesso fino a raggiungere, dopo aver superato il paese di Valdieri (m.774), il bivio per Entracque (caratterizzato da una rotonda) e una breve strettoia rocciosa, la località di Sant’Anna di Valdieri (m.978). A questo punto si prosegue ancora per pochi km salendo verso le Terme di Valdieri fino a raggiungere, dopo aver superarato Tetti Gaina (m.1075) e Tetti Niot (m.1166), una diramazione sulla sinistra che porta, passato un ponte, di fronte ai resti del tunnel del Ciriegia.

E’ proprio da questo ponte che inizia, proseguendo verso monte, la nostra riserva.
Il traforo del Ciriegia è stato, per fortuna di questa vallata, un’opera stradale incompiuta che avrebbe dovuto collegare l’Italia alla Francia con circa 12,38 km di galleria che, nel suo percorso, sarebbe dovuta passare anche sotto il massiccio dell’Argentera, massima elevazione delle Alpi Marittime per via della sua vetta più settentrionale, il monte Stella, alta 3.297 metri.
Grazie a questo fallimento la vallata, da un punto di vista ambientale, è rimasta intatta e ha mantenuto il suo antico splendore, collocandosi in testa tra le più belle di tutta la provincia.
Non a caso siamo nel cuore del Parco Naturale delle Alpi Marittime e nella terra preferita, per le loro battute di caccia e di pesca, dai Savoia ed in particolare dalla regina Elena, grande appassionata di pesca alla trota e sempre ricordata con simpatia dagli anziani abitanti della vallata.
La frequente presenza della famiglia reale influenzò in maniera positiva l’economia della valle e l’aspetto dei luoghi, cercando di renderli maggiormente accessibili senza alterarne la bellezza.
La Valle Gesso, già trattata nell’articolo dedicato alla Riserva di pesca del Lago della Rovina, è una valle particolare, in quanto l’omonimo torrente, partendo da Valdieri e procedendo verso monte, si dirama in due arterie principali (il Gesso di Entracque e il Gesso della Valletta), che a loro volta si dividono in più diramazioni, che a loro volta si aprono a ventaglio in ulteriori rii laterali.
Esaminando per esempio, il percorso proprio del torrente Gesso della Valletta che si unisce con il Gesso di Entracque pochi chilometri a monte di Valdieri, si può notare come già a Sant’Anna di Valdieri le sue acque acquisiscano quelle del torrente Melis, proveniente dai laghi Sella (sottano e soprano), mentre risalendo in località Terme di Valdieri lo stesso torrente si divide ancora una volta: un ramo sale a destra sino all’incantevole Piano del Valasco mentre il secondo sale a sinistra sino al non meno pittoresco Piano della Casa. E’ in questi “piani” che i torrenti acquistano una determinata importanza idrica attingendo acque provenienti dalle varie vallate e costoni laterali.
Riprendendo la descrizione di questa esclusiva riserva si può dire che grazie alla sua estensione e al grande dislivello che la caratterizza (quasi duecento metri di altitudine), da un punto di vista morfologico questo tratto di torrente incontaminato ci regala lungo il suo percorso tutte le diverse caratteristiche che si possono riscontrare in un torrente alpino: dalle grandi lame alle zone con bellissime buche, da zone aperte a zone incassate tra le due sponde, da una zona ricca di vegetazione a una zona molto più spoglia tipica dell’alta montagna.
Il torrente resta, in ogni caso, sempre facile da affrontare e molto pescoso, grazie a una grande attenzione attuata nella distribuzione del materiale ittico immesso, effettuata nel modo più omogeneo possibile lungo tutto il tratto della riserva. Di conseguenza, la “Cappello di Napoleone” può essere considerata la miglior palestra per quei pescatori che privilegiano l’esclusività del posto e delle prede catturabili.
Le
sorprese per chi cerca “l’esclusivo” non finiscono qui, visto che è
frequentissimo vedere da molto vicino parte della fauna presente nel Parco ed in
particolare stambecchi e camosci che ormai sono abituati alla presenza
dell’uomo come ci testimonia questo articolo pubblicato su “La Guida”,
importante giornale del Cuneese, del 28 maggio 2004
e
queste ulteriori foto (di Gastaldi Mauro)

Infatti, in questa vallata, capita spesso di incontrare, in alcuni casi anche durante la stessa battuta di pesca, stambecchi o camosci che si dissetano di primo mattino o verso sera lungo il torrente, così come è molto frequente vedere, lungo le sponde pietrose del torrente, le marmotte in posizione di vedetta

o gli scoiattoli che si arrampicano sugli alberi che a loro volta possono offrire rifugio al ciuffolotto, all'organetto, allo straccino, al culbianco, alla nocciolaia. E' frequente ammirare il volo della “Parnassius apollo”, una caratteristica farfalla delle nostre montagne che ha le ali decorate con dei vellutati cerchietti che richiamano per disegno e colorazione quelli dei cucchiaini usati dai pescatori a spinning.

Durante le eventuali escursioni nel parco si possono incrociare anche il cervo, il capriolo, il muflone, la volpe, la faina, l'ermellino, la lepre bianca, e tantissime specie di volatili, oltre a quelli già citati, tra cui: il fagiano di monte, l'allocco, la civetta, il capogrosso, il gipeto (reintrodotto dal '76) e l'aquila reale che è il più grande rapace nidificante nelle nostre vallate.
Insomma, mentre peschiamo o facciamo una passeggiata lungo i sentieri del Parco, pensiamo di essere soli, ma in realtà siamo circondati, esaminati e seguiti continuamente in ogni nostro movimento dagli ospiti del Parco anche se, a dire il vero, i veri ospiti del Parco siamo noi.
Ciò non può far altro che compiacerci visto che significa che ci troviamo a strettissimo contatto con la natura.
La
riserva “Cappello di Napoleone” è stata fondata nel 1970 e ha sempre
mantenuto la gestione dello stesso tratto del torrente Gesso della Valletta.
Attualmente è gestita dal Sig. Sergio Cavallo, grande esperto di pesca a
spinning e titolare del negozio Cavallo Sport a Borgo San Dalmazzo (tel.0171/269309).
L’acqua del torrente è purissima e le trote immesse, sempre e solo fario di grande pregio, non hanno difficoltà ad ambientarsi, prendendo subito possesso dell’ambiente acquatico a loro disposizione e migliorando ulteriormente, col trascorrere del tempo, la loro livrea, diventando, soprattutto se seminate da avannotti, delle autentiche “Regine” pronte a dare battaglia e a distribuire delle grandissime emozioni a coloro che hanno la fortuna di scegliere di pescare in questa Riserva.

La riserva di pesca “Cappello di Napoleone” il cui nome è dovuto alla presenza lungo il suo tratto di una grande roccia che ha appunto la forma del tipico cappello a feluca che indossava il grande comandante francese vissuto nell’ottocento, è suddivisa in due tratti.
La parte bassa (tratto rosso) è riservata esclusivamente a coloro che hanno acquistato delle quote d’accesso stagionali per la cattura garantita di 50/100/200 trote a scalare dal numero iniziale.
La parte superiore (quello verde), sempre accessibile ai pescatori sopra descritti, viene riservato a coloro in possesso di buoni semigiornalieri validi per la cattura di 5 capi.
Viste le caratteristiche morfologiche, questo tratto di torrente sembra essere stato creato su misura da Madre Natura per poter pescare al tocco o a spinning (molto redditizi i rotanti e i minnows).
Da giugno a settembre è anche ottimo per la pesca a mosca.
Sempre
per i praticanti della pesca a mosca si
evidenzia la possibilità di ottenere dei buoni particolari per la pesca NO
KILL (cach & release) utilizzabili nel tratto superiore della riserva.
Vista la mole delle trote che possono abboccare e vista la presenza di possibili ostacoli durante l’azione di recupero che si possono trovare nel torrente, è indispensabile, come già suggerito per il Lago della Rovina, per non avere dei successivi incubi notturni a seguito del mancato recupero di trote da sogno, portarsi dietro un guadino ed eventualmente, nel caso di ulteriori difficoltà, chiedere aiuto ad un vicino pescatore. L’importante è non forzare mai il recupero e cercare di ragionare durante la stessa azione cercando di capire se c’è un posto dove si possa salpare in sicurezza la nostra preda.


La
casa del guardiapesca, con un parcheggio riservato a tutti i pescatori, si trova
posizionata circa a metà riserva. Qui si possono acquistare i buoni da pesca e
chiedere ulteriori consigli ed informazioni.
L’utilizzo di questa struttura è riservata ai soci stagionali, ma è comunque predisposta una vasta area utilizzabile anche dagli altri pescatori che consente di pranzare al coperto sotto un accogliente tendone o di fare un pic-nic all’aperto con i propri famigliari.
Al fine di garantire un servizio esclusivo sono disponibili anche dei barbecue per ottime grigliate, magari con il pesce appena pescato.
A tal fine è utilizzabile una zona ben attrezzata predisposta per la pulitura delle trote pescate.

la
baita del guardiapesca
Il
regolamento della riserva prevede principalmente il divieto di pasturazione e
l’utilizzo di larve della mosca carnaria o del pesciolino, sia vivo che morto.
Anche
se non siamo obbligati, la regola del buonsenso ci impone, inoltre, vista la
mole delle trote presenti in queste acque, di utilizzare filo e terminali almeno
dello 0,18 e di verificarne sempre lo stato al termine di ogni cattura.
Gli orari di pesca sono i seguenti: al mattino dalle ore 7:00 alle ore 12:00 al pomeriggio dalle 14:00 fino alle 19:00.
La riserva è chiusa il martedì.
Questa vallata regala innumerevoli mete turistiche, tra queste meritano una particolare menzione la località di Terme di Valdieri, famosa per le sue acque termali che sgorgano dalle profondità del Monte Matto e per “Valderia” il suo giardino botanico alpino, e, ovviamente, il Parco Naturale delle Alpi Marittime che in questo versante della Valle Gesso offre paesaggi da sogno per gli appassionati di montagna.
Grazie alla presenza di parecchi rifugi alpini (Bianco m.1910, Questa m.2388, Morelli m.2450, Bozano m.2453, Remondino m.2430 e tanti altri) si possono effettuare parecchie passeggiate ed escursioni nelle varie vallate dominate dalle cime imponenti del Gelas, con i suoi ghiacciai, (m.3143), e del Claus (m.2889), del già citato monte Matto (m.3097), del monte Malinvern (m.2939), e della stupenda serra dell’Argentera (m.3297). Altra piacevole caratteristica di questa zona montana è la forte presenza di laghi alpini, tra i quali voglio menzionare i laghi Sella (soprano e sottano), il lago delle Portette, il lago Claus e i laghi Valscura (inferiore e superiore).
Molto suggestivo a mio avviso è il percorso che consente di passare dalla valle Gesso alla valle Stura di Demonte. Partendo dalle Terme di Valdieri e seguendo la mulattiera lastricata si passa il Piano del Valasco, dominato dalla testa del Claus, salendo si raggiungono e si costeggiano in successione i laghi di Valscura e Malinvern e attraverso il valico del Colletto di Valscura (m.2520) si scende lungo il vallone di Rio Freddo verso il paese di Vinadio.
Da un punto di vista culturale segnalo infine l’Abbazia di Borgo San Dalmazzo con il museo e l’area archeologica dove si possono ammirare reperti di varie epoche, da quella romana fino a quella medioevale.


