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Itinerari di Pesca - Il Tanaro
Il
torrente Tanaro nasce
dall'unione del torrente Tanarello con il Negrone all'inizio delle Alpi
Marittime, al confine tra la provincia di Cuneo e quella di Imperia.
Lungo il suo percorso verso valle tocca i comuni di Ormea, Garessio, Priola, Bagnasco, Nucetto e Ceva dove comincia già ad assumere le caratteristiche più consone ad un fiume grazie anche ai primi affluenti (vedasi torrente Cevetta) ed al raggiungimento della zona pianeggiante.

Per
arrivare all'inizio della vallata si deve raggiungere il paese di Ceva che dista
50 Km. sia da Cuneo che da Savona. Dalla Liguria la vallata è raggiungibile
anche attraverso il colle dei Giovetti, il colle di Quazzo, il colle di S.
Bernardo ed il colle di Nava.
Risalendo
la vallata, a Nucetto e a Bagnasco troviamo le prime 2 riserve di pesca gestite
dai rispettivi comuni, mentre a Garessio troviamo un lungo tratto di torrente
gestito dalla F.I.P.S.A.S. di Cuneo. Questo tratto, classificato come acque di
particolare pregio, arriva fino al confine con il comune di Ormea e precisamente
fino al ponte per raggiungere il paese di Villarchiosso dalla frazione di Isola
Perosa attraversata dalla statale 28.
Ricordo
che subito dopo Garessio, e precisamente in località Trappa è possibile
raggiungere la riserva di pesca turistica della F.I.P.S.A.S.
Continuando
a risalire verso valle, dopo un successivo tratto di torrente riservato per la
pesca ai residenti del comune di Ormea, raggiungiamo la riserva di pesca
Turipesca che prevede due distinte zone di cui la prima, no kill, riservata esclusivamente agli amanti della pesca a mosca , la
seconda agli amanti della pesca al tocco e allo spinning. Tale riserva si
estende fino al ponte, della statale già menzionata, del paese di Nava.
Sempre
ad Ormea, ma sul torrente Armella, troviamo la riserva di pesca Regina.
Lungo
tutto il tratto della vallata descritto si possono trovare ancora Fario locali e
delle Marmorate di puro ceppo
autoctono mentre nel tratto prima delle ultime due riserve di pesca
precedentemente descritte si possono trovare delle trote Fario di notevole peso
scese per propria volontà o spinte verso valle dalla corrente durante le piene
oltre a parecchi salmerini di fonte e trote iridea residui delle periodiche
semine della F.I.P.S. o di gare e/o
raduni che si svolgono frequenti in zona.
La
tecnica di pesca più utilizzata è quella a passata, con la corona (usatissima
la cuneese visto la zona dove scorre il torrente) o a rodolon, ma molto
praticata è anche la pesca a spinning e la pesca a mosca.
Per
chi utilizza canne molto lunghe evidenzio che la zona è più volte attravesata
da una linea elettrica ad alta tensione, perciò si consiglia sia durante
l'apertura della canna sia durante l'azione di pesca di verificare l'eventuale
presenza di tale linea nelle vicinanze e di non pescare in prossimità né dei
tralicci né dei cavi. Valutate anche il pericolo di un eventuale effetto
"ponte" visto che purtroppo la scarica elettrica può verificarsi
anche senza toccare i cavi soprattutto in presenza di forte umidità.
si ringraziano per la collaborazione Stefano e Andrea Odello
Valle Tanaro: foto riguardanti la confluenza del Torrente Negrone nel Tanarello